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SANTOROSSI: EGOLOGO

Santorossi

Periodo:

19/04/2008 - 09/11/2008

In occasione di:

16° Esposizione Monografica di Scultura

Luogo:

Pergine Valsugana (TN)
Castel Pergine
Via al Castello, 10

Biografia dell'artista:

Santorossi -
E' da sempre impegnato nella ricerca nell'ambito della comunicazione per immagini e nello studio delle relazioni tra i materiali, il segno, l'espressione grafica e delle emozioni che ne derivano n...

Orario:

INAUGURAZIONE:
Sabato 19 aprile ore 17:00 con buffet e spettacolo

ORARIO DI APERTURA PER IL PUBBLICO:
da martedì a domenica dalle 10:00 fino alle 22:00
lunedì dalle 17:00 alle 22:00

Per informazioni:

verena@castelpergine.it

La sedicesima esposizione monografica di scultura nel Castello di Pergine Valsugana (Trento) verrà inaugurata sabato 19 aprile e resterà aperta al pubblico fino al 9 novembre. Il 2008 è dedicato all’artista italiano Santorossi, il quale ha predisposto un apposito progetto comprendente numerose installazioni inedite attualmente in corso di esecuzione. Non è la prima volta che un autore si cimenta nell’ideazione di un’intera sequenza di opere rapportate direttamente agli spazi esterni del maniero medievale. In precedenza altri scultori avevano realizzato opere direttamente in loco, ma incrementando tali lavori con altri ormai storicizzati. In questo caso, invece, i curatori Franco Batacchi, Theo Schneider e Verena Neff hanno invitato l’artista a studiare una soluzione totalizzante, creando un percorso tematico attraverso le due cinte murarie e il cortile interno. La scelta è stata compiuta anche tenendo conto dell’eventuale possibilità di un auspicato inserimento della mostra nella rassegna MANIFESTA 7 e quindi accentuando il carattere propositivo e performativo dell’iniziativa.

Il titolo della mostra – Santorossi: EgoLogo – rispecchia la tematica approfondita per l’occasione. Si tratta di una sorta di gigantesca autoanalisi, sul filo di un racconto visivo in bilico tra ironia ed esperienza, comunicazione e demistificazione, che utilizza alcuni “strumenti” dell’altra attività preminente dell’artista – sociologo e psicanalista – disegnati tenendo conto della scala visiva contestuale, nell’intento di creare le condizioni per una reale partecipazione del pubblico attraverso un coinvolgimento, dapprima fisico e conseguentemente emotivo. Lo spiazzamento determinato dalla riproduzione di mobili d’uso e arredi di metallo, verniciati con pigmenti clamorosamente evidenti, in un ambiente integrato nel classico paesaggio montano, punta a provocare prese di posizione disparate (dubbio, meraviglia, sdegno, curiosità) in un pubblico molto stratificato e, quindi, a verificarne le reazioni.

Il sito subirà una notevole intrusione formale, poiché le pareti dei torrioni saranno “vestite” con gigantografie realizzate nel materiale tipico della pubblicità edilizia e stradale. Caratteristica peculiare della ricerca di Santorossi, fin dalla metà degli anni ’80, è la sperimentazione di nuove tecniche basate sulle proprietà di speciali resine plastiche e sull’uso di supporti e accessori di produzione industriale. Ne è scaturito un linguaggio espressivo del tutto personale che ha perfezionato in una lunga serie di applicazioni a temi seriali. Dal 1990 egli ha approfondito la dimensione concettuale del suo lavoro, con particolare riferimento ai rapporti tra immagine, didascalia e loro interpretazione.

Nelle sale interne del castello verranno collocate opere tendenti a documentare in modo antologico il percorso dell’artista.

   
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